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Pallacanestro a Vicenza, la ripartenza non è semplice: c’è bisogno dell’apporto di tutti

Non è stato un anno facile per le realtà cestistiche della città, dalla serie B all’A2 donne fino ai campionati minori e alle giovanili. Alcuni risultati sportivi deludenti hanno anche portato a scelte complesse e azioni a volte inconsulte.

D’altronde la linea sottile tra il giusto e sbagliato vale in tutti gli ambiti, dallo sport alla vita privata, dalla scuola al giornalismo. Poi è arrivato il Coronavirus a complicare tutto. Ora che si avvicina il momento della ripartenza, anche per il mondo della pallacanestro a Vicenza c’è da pensare alla progettazione in vista della prossima stagione.

Le due principali realtà cittadine potranno ancora contare sui due sponsor principali per le squadre di vertice, Tramarossa per i maschi e VelcoFin per le donne grazie alle risorse del suo proprietario Franco Caneva. E anche per le altre società minori, dall’Argine all’Araceli non dovrebbero esserci particolari difficoltà a riprendere l’attività. Ma non sarà semplice la ripartenza e un grido d’allarme arriva da tutti, chi più chi meno: perché i rischi sono dietro l’angolo.

Soprattutto per gli sponsor più piccoli, che potrebbero saltare o contribuire meno, anche se è possibile che se ne possano avvinare di nuovi alle società del basket vicentino, dato che in questa crisi diverse aziende ci hanno guadagnato. Ma c’è bisogno anche del sostegno fondamentale da giocatori e addetti ai lavori, genitori delle giovanili e tifosi. Per non far mancare il loro apporto, sotto l’aspetto economico, di serenità ed entusiasmo.

Così la pallacanestro berica potrà tornare più forte di prima.

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